Un’inchiesta nel mondo dei call center in provincia di Lecce, e pubblicato sul quotidiano on line Lecceprima, rivela lo stato in cui centinaia di operatori devono lavorare quotidianamente: in luoghi dove non vi sono le minime misure di sicurezza; con contratti e condizioni precarie; in ambienti tutt’altro che rilassanti. Tutto ciò ha delle forti ripercussioni sullo stato di salute sia fisico che psicologico.

Intervistato dalla giornalista Valentina Murrieri, il sindacalista della Cgil Lecce Tommaso Moscara racconta la situazione dell’esercito degli impiegati nei call center, quasi 5mila in tutta la provincia: “La fascia d’età dei dipendenti si aggira mediamente attorno ai 30 anni, si tratta di operatori in possesso almeno di un diploma di scuola superiore, ma il più delle volte con una laurea. Il 70 per cento è composto da donne”. La maggior parte dei giovani sceglie di lavorare in un call center per avere uno stipendio e permettersi di proseguire negli studi o di portare avanti altri impegni, purtroppo la realtà è diversa: a partire dal contratto di lavoro, passando poi dai turni e dalle pressioni interne che ricevono, è impossibile dedicarsi ad altro.

Inoltre, si legge nell’articolo: “Ciò che emerge in maniera uniforme, tra gli oltre trenta tra ragazzi e ragazze intervistate nel Salento, è sempre quello spettro: l’assenza di empatia. Assenza di empatia a cui segue, inevitabilmente, un clima di lavoro inumano, in cui regna competitività, agonismo, continuo sospetto e, ancora più grave, la perenne minaccia che i coordinatori stagliano all’orizzonte: quella della perdita della commessa. Le figure “intermedie “ dei cosiddetti team leader o supervisor, non sono percepite in maniera positiva”. Anzi, proprio le figure di riferimento, quelle che dovrebbero agevolare il lavoro di tutto il gruppo, si ritrova ad essere inflessibile e insensibile.

E in un clima così, non stupisce che le farmacie poste nei pressi dei call center abbiano registrato un aumento di richieste di psicofarmaci, come tranquillanti e antidepressivi.

Ecco il link dell’articolo che contiene anche diverse testimonianze degli stessi operatori.

http://www.lecceprima.it/cronaca/inchiesta-call-center-salento-23-gennaio-2017.html