Mobile H.R. Nuove tecnologie di intervento nel lavoro atipico

Tre sono le sfide competitive che le aziende stanno affrontando in questo momento politico-economico: sostenibilità, globalizzazione ed innovazione tecnologica.
La sfida della sostenibilità include la capacità di far fronte ai cambiamenti economici, sociali e culturali; la priorità di un’azienda non è più limitata alla produttività, realizzando e offrendo servizi di elevata qualità, ma include il soddisfacimento dei bisogni degli attori istituzionali e la riorganizzazione delle “line” e degli “organi di staff” conforme a prassi etiche e socialmente responsabili.
Per far fronte alla globalizzazione sono necessarie non solo nuove competenze, ma anche un management flessibile e contratti di nuova concezione.  Infine, la sfida tecnologica implica l’appropriazione di strumentazioni di ultima generazione e, soprattutto, della “forma mentis 2.0”, espressione con cui si intende una peculiare concezione del tempo e dello spazio, oltre che delle relazioni umane.

Il progetto Mobile H.R. intende offrire un contributo concreto al mercato economico del Salento per fronteggiare queste sfide.

Contesto di riferimento

L’introduzione di forme contrattuali di lavoro alternative al “tempo indeterminato” ha dato vita al fenomeno sociale denominato “lavoro atipico” che, a partire dal 1997, ha prodotto notevoli cambiamenti culturali. All’evoluzione del mercato del lavoro non si àncorano soltanto mutamenti di ordine economico e legati all’occupazione-disoccupazione, ma riguardano soprattutto il rapporto tra lavoratore e lavoro. La rassicurante identità di lavoratore, che fino a trenta anni fa era garantita dal “posto fisso”, oggi lascia il passo alla mobilità, alla frammentarietà e all’individualismo. L’introduzione della flessibilità ha messo in crisi il significato del lavoro quale dimensione dominante nel percorso di realizzazione personale e professionale da un lato, e nei processi di integrazione e coesione sociale dall’altro.

Nella condizione di lavoratore atipico, non è più possibile fondare l’identità professionale sulle dinamiche di appartenenza all’organizzazione. I legami con l’azienda diventano fluidi, definiti da obiettivi di fruizione piuttosto che di identificazione. Ognuno deve farsi carico da solo del proprio progetto di vita, assumere su di sé i rischi della propria crescita professionale, mentalizzare un’esperienza lavorativa frammentaria, difficilmente rappresentabile con un percorso lineare.

Occorre pertanto sostenere e supportare il processo di implementazione sociale dei giovani che accedono al mercato di lavoro caratterizzato dalla mobilità, sia sul piano comunitario sia sul piano organizzativo. Infatti, il processo di identità necessita di una “Comunità di pratiche di riferimento”, che nell’epoca della flessibilità del lavoro si estende oltre i confini delle singole aziende per includere l’intero contesto sociale, composto da istituzioni politico-economiche, sindacati, associazioni di categorie.

È all’interno di questo contesto di riferimento che nasce: Mobile H.R. Il progetto si struttura secondo un approccio integrato che si rifà alla Psicologia di Comunità e alla Psicologia delle Organizzazioni. Da un punto di vista strategico ha al suo interno aspetti innovativi e caratteristiche sperimentali: si fonda sull’animazione sociale per delineare percorsi di sviluppo delle prassi di gestione del lavoro flessibile in riferimento alle risorse del territorio.

Chi è il promotore del progetto?

L’ideazione e pianificazione del Progetto Mobile H.R. nasce da un lavoro sinergico e multidisciplinare condotto da un gruppo di professionisti, di elevata formazione accademica, e impegnati in progettazione sociale da diversi anni attraverso due associazioni: Primalinea – Laboratorio per la Formazione, la Ricerca, lo Sviluppo e Studenti Psicologia Unisalento (SPU). Il team di lavoro che condurrà le diverse attività del progetto è composto da: psicologi, psicoterapeuti, consulenti economico aziendali, esperti di diritto del lavoro e di politiche sociali.

Chi è il committente e il finanziatore del progetto?

Il Progetto è cofinanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, nell’ambito del Piano di Azione Coesione: Avviso “Giovani per il Sociale”.

Cosa significa “Mobile H.R.”?

Il titolo del progetto si riferisce al “Capitale Umano” quale principale risorsa delle organizzazioni produttive.

H.R. è l’acronimo anglofono di “Risorse Umane”, mentre il termine “Mobile” è stato opportunatamente scritto per intero in quanto racchiude in sé l’essenza delle tre sfide economiche: sostenibilità, globalizzazione, tecnologia. Il termine è pronunciabile sia in italiano che in inglese, le due lingue ne condividono la grafia e il senso (globalizzazione); il concetto fa riferimento alla flessibilità e al repertorio di significati propri delle nuove forme contrattuali alternative che soddisfano le esigenze di competitività (sostenibilità). Infine, il sostantivo inglese “mobile” indica le moderne tecnologie comunicative, i cellulari o smartphone, che stanno acquistando una funzione strumentale organizzativa e produttiva centrale nelle aziende che vogliono essere all’avanguardia (tecnologie).

Quali sono gli obiettivi del progetto?

Il progetto si propone come macro-obiettivo di intervenire a livello territoriale per l’attivazione di risorse umane e istituzionali nella gestione del lavoro atipico che coinvolge particolarmente i giovani (<35 anni) e definisce il loro percorso di inclusione sociale.

Gli obiettivi specifici sono:

  • Indagare e sollevare una riflessione critica su come la legislazione attuale che regolamenta le forme contrattuali di lavoro alternative incide sulla cultura locale del Salento.
  • Promuovere l’acquisizione di conoscenze e consapevolezza critica nella Comunità Salentina delle caratteristiche peculiari del lavoro atipico.
  • Sostenere la cultura della Responsabilità Sociale d’Impresa, attivando e implementando reti collaborative tra stakeholder istituzionali e comunitari.
  • Individuare, definire e divulgare strategie delle risorse umane volte a garantire il benessere e la qualità della vita del lavoratore e al contempo perseguire il raggiungimento di obiettivi produttivi e competitivi.
  • Favorire percorsi di empowerment nei giovani (under-35) dei processi di gestione dell’inserimento professionale, innescando la consapevolezza dei nuovi repertori di significato del lavoro attivati dalle forme contrattuali alternative.
  • Diffondere e accrescere le competenze di self-branding nei giovani professionisti chiamati a gestire un percorso di carriere multiple.

Testare interventi di sviluppo organizzativo situati, ovvero progetti che, partendo dallo studio di specifici scenari organizzativi, aprono “spazi di pensiero” finalizzati a riconoscere e riflettere sulle culture sedimentate, sui significati condivisi e sulle prassi aziendali. Da tale riflessione verranno strutturati interventi volti a promuovere un impegno strategico di gestione delle risorse umane e l’incremento della competitività aziendale sostenibile.

Chi sono i beneficiari?

Beneficiari diretti della proposta progettuale sono giovani lavoratori atipici under 35 che prestano la propria attività lavorativa in aziende operanti sul territorio provinciale di Lecce.

Beneficiari indiretti sono tutti i giovani lavoratori, o in procinto di inserimento nel mondo professionale, che usufruiranno delle ricadute in termini di sviluppo comunitario. Inoltre, verrà coinvolto in un percorso di sviluppo e di empowerment l’intera rete sociale attivata dal Progetto: Categorie di Settore, Sindacati, Istituzioni Territoriali di ambito politico ed economico.

Che attività sono previste?

Le attività sono distribuite in tre fasi di progettazione distinte in: indagine sociale, animazione territoriale e intervento organizzativo.

  1. In un primo step sarà condotta un’indagine sociale volta ad esplorare, capire e mappare la situazione del cosiddetto lavoro atipico nel Salento. Con l’ausilio delle principali istituzioni economiche del territorio (Conf-commercio, Camera di Commercio, Associazioni di Categorie, Sindacati, ATS) verranno rilevati dati sulla diffusione delle forme di contratti alternativi, elaborati statisticamente, rappresentati e interpretati in forma di report per una loro diffusione sul territorio. Verranno evidenziate mappe di opportunità, fabbisogni manifesti o latenti, criticità e punti di forza del mercato locale.
  2. A seguire si svolgeranno interventi informativi-formativi-consulenziali inerenti le dimensioni politiche, economiche e psico-sociali delle forme contrattuali alternative. Sarà realizzato un Convegno in cui presentare i risultati della fase di indagine e attivare un dibattito istituzionale con la partecipazione di importanti esponenti dell’istituzioni del territorio e di professionisti delle principali tematiche trattate. Seguiranno alcuni workshop di approfondimento in cui discutere con i giovani under-35 del territorio alcune importanti tematiche inerenti il lavoro atipico, tra le normative vigenti in ambito di contrattualistico, le strategie di ricerca del lavoro, orientamento e career counseling, inserimento professionale, i rischi psico-sociali, conciliazione e diversity management, life long learning.
  3. Infine, verranno coinvolte alcune realtà aziendali, in qualità di “cantieri pilota”, in cui declinare ed empiricamente validare alcuni assunti di gestione delle risorse umane nel lavoro flessibile.

Incontrando la complessità degli scenari organizzativi, verranno gestiti gli aspetti normativi, di gestione e psico-sociali con riferimento, in particolare, alle forme contrattuali atipiche. L’obiettivo finale sarà l’attivazione di piani di sviluppo strategico delle prassi operative in un’ottica di benessere organizzativo, responsabilità sociale di impresa e competitività aziendale. Verrà strutturato un percorso contestualizzato in cui alternare momenti di raccolta dati del contesto (work-flow, job analysis, analisi della cultura organizzativa e dei fattori di rischio psico-sociali) a momenti di riflessione condivisa attraverso gruppi di lavoro, discussione dei casi e realizzazione di artefatti e prassi innovativi.